Massima n. 1/26-27/GdP

Giudice di Pace di Borgomanero- Avv. Carlo Bellini - ordinanza 03.10.2005

Va dichiarata, ai sensi degli artt. 16-17-18-20 della legge 689/81, la improponibilità del ricorso avverso un verbale non costituente titolo esecutivo irrogante sanzioni e solo prodromico alla emissione di ordinanza di ingiunzione, atteso che ai sensi degli artt. 13 e 20 della lex 689/81 risulta impugnabile in via giurisdizionale solamente l'ordinanza di ingiunzione pronunciata ex art. 18 della legge citata.

Massima n. 2/26-27/GdP

Giudice di Pace di Arona- Avv. Filippo Bertozzi - sentenza 25.05.2005

Ai sensi dell'art. 6, comma VIII, let. c) della L. 990 del 1969 l'U.C.I. non è l'unico ed esclusivo legittimato passivo in caso di sinistri con veicoli stranieri, potendo essere convenuta avanti al giudice italiano anche la compagnia di assicurazioni straniera. Inoltre, ai sensi dell'art. 6 in combinato disposto con l'art. 23 della L. 990/69, sussiste ipotesi di litisconsorzio necessario con il proprietario del veicolo straniero, che deve intendersi domiciliato ex lege presso l'U.C.I. ma che va necessariamente coinvolto in giudizio per l'accertamento della responsabilità.


Massima n. 3/26-27/GdP

Giudice di Pace di Arona - Avv. Filippo Bertozzi - sentenza 10.04.2006

Costituiscono giustificati motivi per la mancata comunicazione dei dati del conducente, a cui sia stata contestata la violazione dell'art. 126 bis in riferimento all'art. 180, comma VIII, C.d.S. per aver omesso di fornire i dati personali del conducente al momento di precedente accertamento, l'uso promiscuo del veicolo ad opera di più persone e l'impossibilità di risalire, a distanza di tempo, al nome del conducente il mezzo al momento della infrazione del codice della strada, sempre che si dimostri che il proprietario abbia almeno tentato di "scoprire il colpevole" attraverso un'indagine interna volta a ricostruire chi guidasse il veicolo.

Massima n. 4/26-27/GdP

Giudice di Pace di Borgomanero- Avv. Alberto Pavese- sentenza 09.01.2006

Il giudizio di opposizione ai verbali di contestazione di contravvenzione emessi in relazione all'art. art. 23, commi IV e XI, C.d.S. ed al regolamento comunale emesso ai sensi dell'art. 3 del D.lgs. 507/93, "per aver collocato lungo la SS.... un cartello pubblicitario... in assenza della prescritta autorizzazione" spetta alla giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria e non a quella tributaria, in quanto la sanzione irrogata sia conseguente alla mancata autorizzazione alla posa del cartello pubblicitario, prevista dal regolamento comunale e che pertanto la ratio della norma violata non sia tributaria afferendo piuttosto ad altri profili (ad esempio relativi all'arredo urbano ed alla tutela paesaggistica). In tali ipotesi, non potendosi ritenere violata una disposizione in materia tributaria ai sensi dell'art. 22 bis della legge 689/81, la competenza sarà del Giudice di Pace e non del Tribunale.


Massima n. 5/26-27/GdP

Giudice di Pace di Borgomanero- Avv. Bellini Carlo- sentenza 20.06.2005

Nel caso di contestazione ex art. 23 C.d.S. per aver collocato cartelli pubblicitari senza la prescritta autorizzazione, l'autorizzazione successiva rilasciata dall'ANAS, originario proprietario della strada, non può avere effetti sananti rispetto alle violazioni contestate in epoca precedente, da diverso soggetto giuridico, in forza di disposizioni di legge non derogate né oggetto di condoni o sanatorie disposte dal legislatore. Ai fini della determinazione della sanzione deve tuttavia apprezzarsi come "attenuante" il fatto che la ricorrente avesse chiesto per tempo l'autorizzazione all'ANAS per la posa dei cartelli, così come l'aver corrisposto all'ANAS medesima, con massima tempestività, il canone richiesto. Inoltre nel caso di specie (concernente l'opposizione a trentacinque verbali di contestazione redatti lo stesso giorno dalla Polizia Municipale, di cui quindici contestando la violazione dell'art. 23 C.d.S. e venti per violazione amministrativa alle norme del regolamento comunale) deve riconoscersi l'applicabilità dell'istituto della continuazione previsto dal 1° comma dell'art. 8 L. 689/81, e segnatamente la violazione più grave, tra le due contestate, sia sotto il profilo pecuniario, sia sotto il profilo del bene giuridico protetto (sicurezza stradale) deve ritenersi quella effettuata ai sensi dell'art. 23 C.d.S.