ATTI DALLA SESSIONE DI STUDIO::
sulle Procedure Esecutive nella novella del C.P.C.
Verbania Intra-, 23 Marzo 2006

I Parte:
Il nuovo Comma 6 dell'art. 338 C.P.
Relatore
Avv. Alberto Zanetta

Premessa - Il procedimento ex art. 492 co. 4 / 6 CPC - Struttura del delitto

Premessa - La LS n. 52/2006 ("scherzosamente" ma non troppo) è stata definita la "riforma della riforma della riforma della riforma" così come la LS n.263/2005 è "la novella al cubo del processo di cognizione" [1], e fede ne fanno i contributi che animano il dibattito dottrinario ed agitano i sonni dei pratici.
Ma tant'è : non poteva mancare in essa una doverosa appendice penalistica (spia di quella "superfetazione" della tutela penalistica che connota il sistema) attraverso l'(ennesima) interpolazione dell'art.388 CP rubricato "
mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice" con il nuovo comma 6 che recita "E' punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino ad €.516,46=, il debitore, l'amministratore, il direttore generale od il liquidatore della società debitrice che, invitato dall'Ufficiale Giudiziario ad indicare le cose o i crediti pignorati, omette di rispondere nel termine di giorni quindici o effettua una falsa dichiarazione".
Trattasi di fattispecie criminosa, differenziata nel carattere strutturale e contenuto offensivo, accorpata in questa norma del CP per mere ragioni di classificazione stante il generico tenore della sua rubrica [2] : essa appartiene al novero delle previsioni rassegnate ai commi 3 - 4 & 5, ben distinte da quelle dei commi 1 & 2 per avere sullo sfondo il rilievo del provvedimento giudiziario violato, frutto di quell'opera di completamento normativo dell'ambito di tutela per i vincoli di natura civilistica realizzata dall'art.87 LS 689/1981 avuto riguardo al disposto degli artt.334 & 335 CP (e dell'art.328 CP rispetto all'art. 338 co.5 CP) [3].
L'analisi del nuovo delitto non può non muovere dall'analisi del bene protetto che appare costituito, più che dall'autorità delle decisioni giudiziarie come tali, dall'interesse a rendere possibile l'esecuzione delle medesime in vista del soddisfacimento del creditore agente, [4], una volta che la ri - scrittura dell'art.492 CPC ha introdotto - ai commi 4 & 6 - il dovere, a carico del debitore, di collaborare con il creditore procedente : la fattispecie penale persegue l'inosservanza del dovere in parola.

Il procedimento ex art.492 co.4 & 6 CPC - Il sistema delineato dall'art.492 co. 4 & 6 CPC (norma di carattere generale applicabile in ogni espropriazione forzata) costituisce uno speciale procedimento destinato ad operare tutte le volte in cui i beni assoggettati a pignoramento : a) appaiano insufficienti a soddisfare il credito ( a ciò va equiparata anche l'assenza di beni pignorabili ) o manifestamente richiedano un lungo lasso di tempo per venire liquidati (co.4); b) divengano insufficienti a seguito dell'intervento di altri creditori. Le previsioni dianzi citate vedono per il caso sub a) lo speciale procedimento operare d'ufficio, per il caso sub b) solo dietro richiesta del creditore procedente (co.6), pur se la formulazione della norma abiliti "letture" più estese [5].
In ogni caso, sia d'ufficio che dietro richiesta del creditore procedente a mezzo di rituale istanza, elemento essenziale del procedimento in parola appare essere l'invito che l'Ufficiale Giudiziario rivolge al debitore "
ad indicare ulteriori beni utilmente pignorabili, i luoghi in cui si trovano ovvero le generalità dei terzi debitori, avvertendo della sanzione prevista per l'omessa o falsa dichiarazione".
La previsione della sanzione penale impone che l'invito debba sempre essere rivolto personalmente al debitore da parte dell'Ufficiale Giudiziario, il quale, pur se non sia in generale tenuto ad assicurarsi che il destinatario dei suoi atti abbia realmente compreso il significato proprio di essi, incluse le loro conseguenze giuridiche, in quanto meramente investito della funzione notificatoria nel nostro ordinamento a differenza d'altri, deve svolgere una corretta e completa informativa circa il valore giuridico dell'invito e le conseguenze d'esso. In altri termini, il dovere d'informativa che grava l'Ufficiale Giudiziario non può darsi per assolto attraverso la mera proposizione della formula di cui al codice di rito.
A muovere dalla circostanza dell'operare la sanzione penale una volta spirato un termine, è giocoforza ritenere che il debitore abbia sempre e comunque quindici giorni di tempo per il compimento della dichiarazione e che l'Ufficiale Giudiziario debba formalizzare l'invito attraverso convocazione qualora lo stesso non sia contestuale alla redazione del verbale di pignoramento (ad esempio nell'ipotesi supra sub b). Del resto, la dichiarazione va sacramentalizzata in processo verbale che va sottoscritto dal debitore e dall'Ufficiale Giudiziario.
Questo "dovere collaborativo", oltre ad essere del tutto "nuovo", possiede profili sostanziali tali da farlo del tutto inoperante alle procedure esecutive in corso quale condotta "matrice" di responsabilità penale.

Struttura del delitto - L'analisi della fattispecie consente di articolare la condotta secondo due distinte sue modalità, una "omissiva propria", (con costruzione della posizione di garanzia ed anticipazione della soglia di tutela [6]), ("omette di rispondere nei quindici giorni", scelta questa che, a differenza della previsione di condotta di cui al co.2 "cristallizza" la condotta tipica), l'altra "commissiva mediante azione" ("effettua una falsa dichiarazione"), in quanto si sostanzia in un comportamento positivo : manifesto l'intento del legislatore di sanzionare "sia il silenzio che la bugìa" equiparandoli nelle conseguenze.
Detta scelta positiva non agevola certo l'interprete stante la diversità degli oggetti della volizione e della rappresentazione : altro è eludere tacendo, altro è formare e rendere una falsa dichiarazione il cui disvalore è certo più pregnante per la connotazione della condotta che postula, anche perché la duplicità di detta condotta porta ad individuare due momenti consumativi distinti.
Si comprende dunque tutta l'importanza dell'informativa sul dovere collaborativo che l'Ufficiale Giudiziario deve fornire (e provare di avere fornito) al debitore esecutato.
Trattasi di reato "a soggettività ristretta" o "reato proprio" in quanto a soggetto attivo si pone il debitore, da individuarsi nel soggetto che il potere sul patrimonio e dunque è gravato espressamente del dovere collaborativo succitato : per le società la previsione del direttore generale porta ad escludere la responsabilità dell'amministratore con esclusione d'ipotesi di concorso fra le due figure.
L'avere connotato il reato nei termini di "delitto" impone la prova del dolo quivi da aversi, a differenza che nel co.4, quale "dolo generico" sostanziatesi nella rappresentazione e volizione dell'elusione del succitato dovere collaborativo imposto il quale ha da essere ben chiaro ed in piena conoscenza al debitore.
Il delitto è perseguibile a querela, scelta legislativa questa volta a rimarcare l'ambito privatistico della tutela accordata dalla norma penale [7], e titolare della "privatklage" ovvero dell'azione penale privata non può essere altri che colui a favore del quale il vincolo è stato costituito, ovvero il creditore procedente od intervenuto.
Se il termine d'esercizio d'essa appare semplice quanto ad individuazione con riguardo alla condotta omissiva propria, (identificandosi nel momento cognitivo della mancata risposta nel termine di quindici giorni) [8], maggiori problemi solleva la condotta commissiva mediante azione : quivi il termine non può non decorrere dal giorno in cui il creditore si rende conto di non potere soddisfare la sua pretesa tramite esecuzione forzata per essere la dichiarazione resa connotata da un oggetto "falso" [9].

Avv. Alberto Zanetta


(*) Testo rielaborato con note della comunicazione tenuta il 23 marzo 2006 a Verbania in occasione della Sessione di Studio sulle Procedure Esecutive nella novella del C.P.C. promossa dall'Ordine degli Avvocati di Verbania e dal Foro Verbanese

Note :
[1] G. Della Pietra "La novella della novella della novella, ovvero la novella al cubo del processo di cognizione" in
www.judicium.it 
[2] così __ Palazzo (a cura di) Codice Penale pag. 1484 Milano ___
[3] Ibidem pag. 1493
[4] così già Molari La tutela penale della condanna civile Padova 1960, Fiandaca - Musco Diritto Penale parte speciale - I -pag.310
[5] amplius ____________ in Guida al Diritto nr.10/2006 pagg. 30 & 31
[6] amplius, Fiandaca - Musco Diritto Penale parte generale pag.___
[7] Marini Condotta & Offesa nel delitto di cui all'art.388 capoverso CP in R.It.DPP 1959, 1218; Molari Ibidem pag.307 segg.
[8] allorché questa pervenga a conoscenza dell'offeso dal reato titolare della "privatklage" ovvero il creditore procedente : Cass. Pen. 6 dicembre 1971, Rosati, in R. Pen. 1972, II, 527.
[9] così Manzini Diritto Penale V 1093;