N. 21,22,23 [18,19,20] Anno VI - Giugno, Settembre, Dicembre 2005

Massima n. 12/21,22,23/P

Libertà personale - Possesso di passaporto contraffatto - Arresto facoltativo in flagranza - Sussiste [artt.497bis co. 1 & 2 CP & 381 co. 2 lett.
mbis) C.P.P.]

Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale Ordinario di Verbania - Ordinanza 10 agosto 2005  - Giudice Fornelli.

Legittimamente viene tratto in arresto soggetto trovato in possesso di documento di identificazione falso valido per l'espatrio, sussistendo l'ipotesi preveduta dal co.2 dell'art.497bis CP allorché il possessore concorra nella formazione del documento falso col fornire la propria fotografia (1).

  1. I nuovi art.497bis CP & 381 co.2 lett. mbis) CPP : noterelle critiche -   L'Ordinanza custodiale annotata, che si segnala per la scrupolosa ed ampia motivazione, costituisce una delle prime applicazioni delle nuove fattispecie di merito e di rito introdotte dal DL 144/2005 convertito con modificazioni dalla LS 155/2005 in vigore a fare tempo dal 2 agosto 2005. Il caso riguarda cittadino extracomunitario asiatico trovato in possesso alla frontiera in ingresso nello Stato di passaporto contraffatto attraverso applicazione di fotografia dello stesso interessato su modulo cartaceo autentico. Circa la fattispecie di merito, questa appare essere costituita dal delitto p. & p. dall'art.497bis C.P., introdotto dall'art.10 DL 144/2005 (convertito senza modificazioni dalla LS 155/2005) e collocato nel capo relativo alle "falsità personali". Trattasi di un nuovo reato punito con la reclusione da uno a quattro anni, il cui disposto positivo travalica il ristretto ambito della lotta al terrorismo ponendosi quale norma di portata generale. La condotta tipica di cui al co.1 riguarda colui il quale viene "trovato in possesso" di documento falso valido per l'espatrio, dunque restano esclusi tutti i documenti privi di tale valore, ad esempio la patente di guida. Come un'attenta dottrina non ha mancato di rilevare (cfr. Luca Pistorelli in Guida al Diritto n.33/05 pagg.60 & 61), la norma in parola al co.1 non incrimina né il possessore del documento (bensì chi ne è trovato in possesso),  né il detentore d'esso, ed appare non richiedere alcuna condotta di tipo attivo, diversamente da quanto invece dispone l'art.489 CP, peraltro collocato nel capo relativo alla falsità in atti, norma questa che sanziona l'uso del documento falso. Tutto ciò determina una portata applicativa più vasta per l'art.497bis CP nonché il suo porsi in termini di specialità rispetto all'art.489 CP. Al co.2 il ridetto art.497bis CP pare rassegnare una circostanza aggravante ad effetto speciale a motivo dell'aumento dell'edittale di cui al co.1. Diciamo "pare" in quanto la formulazione della condotta di questa circostanza aggravante sembra essere più propria d'una fattispecie autonoma di reato. Si parla infatti di "fabbricazione o formazione del documento falso" e di "detenzione" dello stesso non per uso personale. Non v'è chi non veda come la prima condotta succitata sia cosa altra e diversa dall'essere trovato in possesso del documento falso mentre il parlare di "detenzione non per uso personale", per salvare una continuità con il co.1, non può non adombrare una lettura in termini di "detenzione" della locuzione "trovato in possesso" del co.1 stesso, se a ciò non ostassero i principi di tipicità e di tassatività che impongono la stretta interpretazione delle fattispecie incriminatrici. Gli è che i due commi rassegnano due fattispecie autonome di reato, la seconda delle quali viene ponendosi anch'essa in termini di "specialità" con quella risultante dal combinato disposto degli artt.477 & 482 CP (anch'esse collocate nel capo relativo alla falsità in atti), usualmente impiegata sinora dalla giurisprudenza per la repressione delle condotte di contraffazione dei documenti d'identificazione. Circa la fattispecie di rito, le modificazioni apportate all'art.381 CPP dall'art.13 DL 144/2005 (convertito senza modificazioni dalla LS 155/2005) consentono, senza distinzione fra primo e secondo comma, l'arresto facoltativo in flagranza di reato, mentre la misura della pena edittale preveduta dall'art.497bis CP permette l'applicazione di misure cautelari personali, inclusa la custodia cautelare in carcere. E' facilmente prevedibile che la Polizia Giudiziaria, di fronte a casi di soggetti (cittadini dello Stato o meno) trovati in possesso di documenti validi per l'espatrio contraffatti, ne curerà l'arresto in flagranza, rimettendo all'Autorità Giudiziaria ogni determinazione in merito alla loro libertà personale.
(avv. Alberto Zanetta)