N. 21,22,23 [18,19,20] Anno VI - Giugno, Settembre, Dicembre 2005

Massima n. 2/21,22,23/P

Tentato omicidio - Idoneità degli atti - Nozione [artt.56 & 575 C.P.]

Giudice dell'Udienza Preliminare presso il Tribunale Ordinario di Verbania - Sentenza 11 marzo 2005  - Giudice Fornelli.

In tema di tentato omicidio, premesso che il giudizio di natura prognostico - ipotetica in ordine all'idoneità dell'azione posta in essere dall'imputato a ledere il bene giuridico della vita (e non solo dell'incolumità fisica) del soggetto passivo debba essere effettuato considerando l'attività nel suo complesso spiegata dall'autore del reato in relazione a tutte le circostanze del caso concreto, occorre precisare che il concetto di idoneità va inteso non in senso "
causale" bensì, in un più ampio senso prognostico, come "adeguatezza" (e non capacità) causale a provocare l'evento - morte, ovvero adeguatezza prosecutoria dell' "iter criminis" verso la realizzazione del delitto perfetto . idonei, in altri termini, vanno considerati tutti, e soli, quegli atti adeguati rispetto alla realizzazione del delitto perfetto, perché potenzialmente capaci di causarne o favorirne la verificazione. 

Massima n. 3/21,22,23/P

Tentato omicidio - Elemento subiettivo - Dolo diretto sotto specie di dolo alternativo - Compatibilità [artt.42 - 43 - 56 & 575 C.P.]

Giudice dell'Udienza Preliminare presso il Tribunale Ordinario di Verbania - Sentenza 11 marzo 2005  - Giudice Fornelli.


Con il delitto tentato è compatibile il "dolo diretto", anche sotto specie di "dolo alternativo", il quale ricorre ogni qualvolta l'agente, ponendo in essere una condotta rivolta ad uno scopo, si rappresenti comunque la concreta e rilevante probabilità del verificarsi di conseguenze ulteriori della propria azione, e nondimeno agisca accettando il rischio di cagionarle; in tal caso non può dirsi che l'agente si sia limitato ad accettare il rischio dell'evento, bensì che, accettando l'evento, lo abbia effettivamente voluto, sia pure come effetto della di lui condotta indifferente ovvero alternativo o cumulativo rispetto allo scopo avuto effettivamente di mira (cfr. e ceteris : Cass. Pen. SS.UU. n.351/1996, Cass. Pen. n.6358/1998; Cass. Pen. n.6880/1998).

Massima n. 4/21,22,23/P

Tentato omicidio - Aggravante dei futili motivi - Nozione [artt.61 n.1 - 56 & 575 C.P.]

Giudice dell'Udienza Preliminare presso il Tribunale Ordinario di Verbania - Sentenza 11 marzo 2005  - Giudice Fornelli.

Sussiste l'aggravante dei futili motivi quando la spinta al reato manca di quel minimo di consistenza che la coscienza collettiva esige per operare un collegamento accettabile sul piano logico con l'azione criminosa, sicché la macroscopica inadeguatezza del movente contrasta con elementari esigenze di giustizia avvertire dalla collettività (cfr.
e ceteris : Cass. Pen. 4453/2000).