N. 21,22,23 [18,19,20] Anno VI - Giugno, Settembre, Dicembre 2005

CORSO PROPEDEUTICO DI
PSICOLOGIA FORENSE
Per gli Avvocati dell'Ordine di Verbania

NOTE CONCLUSIVE
a cura di Rosanna Della Corte

A) Caratteristiche del gruppo e sviluppo formativo.
Il corso istituito dell'Ordine degli Avvocati ed organizzato dalla Segreteria dell'Ordine con la collaborazione dell'Avv. M.G. Rodari, si è svolto in Verbania, nella sede del Tribunale, dal 4 aprile al 7 giugno 2005, per avvocati civilisti e penalisti.
Date le caratteristiche del progetto, di contenuto psicogiuridico e di impostazione didattica interattiva, si era previsto un numero chiuso, limitando le iscrizioni ad un massimo di venti.
Per una adeguata introduzione alle attività formative e alla metodologia non tradizionale, gli iscritti erano stati preliminarmente invitati ad una breve
presentazione illustrativa del corso ed orientati alla partecipazione comune ad un modulo di base (due incontri), cui avrebbero fatto seguito un modulo penale ed un modulo civile (sempre di due incontri ciascuno), proposti alla scelta alternativa dei partecipanti, per rispettarne le prevalenti motivazioni.
In realtà si è registrata una frequenza pressoché continuativa a
tutti i moduli.
Il monte ore complessivo del corso era di
venti ore, compresa la presentazione.
Il gruppo dei partecipanti appariva eterogeneo per sesso e fascia di età, ma anche per esperienza professionale e per interessi specifici ed ancora per modalità partecipativa, più o meno vivace.
In effetti, se per questi versi si notava una diversificazione elevata, per altri invece, specificamente
sotto il profilo della motivazione e della qualità attentiva, i partecipanti erano chiaramente accomunati, nonostante il clima torrido…
Da parte del gruppo, era stata colta, inoltre, l'opportunità di
elaborare nel corso la propria esperienza con strumenti di auto/etero monitoraggio e di sperimentazione di sé, secondo un modello di formazione esperienziale supportata dalla videoregistrazione, a cura del Dr S. Giammarino.
A tale proposito, ritengo decisamente rilevante la disponibilità emersa nelle
simulate, con grande apertura al confronto e alla verifica, fino alla consapevole attivazione di spunti di modeling e role creation, particolarmente per "gli attori", orientati dalla propria capacità autocritica e dalle sollecitazioni del gruppo.
I
contenuti trattati, nell'ambito dell'area tematica prevista, sono stati selezionati durante il percorso formativo, in base ad una scelta comune, ma con il rammarico di dover tralasciare altri aspetti, pur ritenuti interessanti, per limiti di tempo.
Il trainer, dott.ssa Della Corta, ha condotto il gruppo seguendone il processo di apprendimento relativo agli
strumenti della Psicologia Giuridica dal modulo di base in poi, con role playning e con arricchimenti tematici per l'intervento professionale, in ordine di tempo, dell'Avv. G. Bienati del Foro di Milano per il modulo penale, e della Prof.ssa A. Cavedon dell'Università di Padova per il modulo civile.
Infatti, nel secondo incontro penale, l'Avv. Bienati ha realizzato un excursus di criticità del lavoro penalistico con particolare riferimento al teste ostile, portando esempi e, per la simulata, la rielaborazione di un suo caso di difesa professionale molto interessante.
Infine, nel secondo incontro dedicato alle tematiche civili, la Prof.ssa Cavedon ha trattato, in base a documentazione inedita, la delicata e complessa problematica della Sindrome di Alienazione Parentale (PAS), così come compare in taluni casi di separazione e di affidamento dei figli minori.
A conclusione del corso si è proceduto alla verifica dei risultati attesi e alla valutazione del corso.

B) Verifica
Al termine del Corso, è stato somministrato un questionario anonimo individuale per la verifica dell'attività formativa svolta. I risultati sono di grande soddisfazione. I rispondenti sono 12, tutti i presenti, in numero minore del solito perché l'ultimo incontro è cominciato poco dopo la chiusura delle attività di udienza, particolarmente protratte in data 7 giugno.
Le risposte segnalano la diffidenza presente all'inizio del corso motivata come incertezza sul ruolo professionale attualmente svolto, come diffidenza sulla proposta specifica e sulla impostazione non tradizionale, infine sulla diffidenza verso l'utilità della formazione in genere.
Evidentemente la percezione dei partecipanti è vistosamente cambiata rispetto a questa situazione iniziale, perché l'utilità della formazione psicogiuridica per il ruolo dell'avvocato è dichiarata all'unanimità.
Circa la motivazione iniziale che ha indotto ad iscriversi al corso, le risposte segnalano in ordine decrescente: ricerca di conoscenze e strumenti nuovi per la professione, generale desiderio di apprendimento, ricerca di aggiornamento professionale.
L'interesse per gli argomenti trattati è indicato positivamente all'unanimità.
La metà dei partecipanti segnala il desiderio di approfondire qualche argomento, che viene liberamente espresso con scelte diverse, di cui 2 riguardano il minore.
Circa l'utilità del monitoraggio e del role playning, le risposte sono positive.
Le risposte alla domanda G, che chiedeva di indicare gli argomenti più interessanti, sono assai varie e frammentate, 2 indicano la PAS.
Sulla utilizzazione della videoripresa, 8 segnalano di avere riscontrato un valido aiuto, 1 scrive "poco", 3 non rispondono.
Il lavoro di gruppo è stato ritenuto utile da 11 su 12.
Alla domanda M, salvo 1 incerto, 11 risposte hanno dichiarato che la conoscenza del punto di vista altrui ha allargato gli orizzonti percettivi.
Valutazioni lusinghiere sono state espresse sulla qualità professionale di trainer e sul contributo del cameraman.
La collaborazione alla compilazione è stata ritenuta soddisfacente, anche con riferimento ai suggerimenti dei partecipanti.