N. 20 [17] Anno VI Marzo 2005

AVVOCATI IN TRAS-FORMAZIONE
Avv. Maria Grazia Rodari

uanti avvocati del nostro territorio sentano la necessità di aggiornarsi non è dato sapere.
Si comprende però che, in tempi in cui le tematiche professionali si stanno evolvendo sempre più a seguito degli innumerevoli mutamenti di carattere normativo e tecnologico, diventa indispensabile una formazione nell'aggiornamento che appare sempre più faticosa, anche in termini di tempo, se rimessa al singolo iscritto.
Siamo in attesa della riforma dell'ordinamento forense che conterrà la disciplina della formazione per l'accesso alla nostra professione, ma, per quanti già iscritti, varrebbe la pena di iniziare subito a far crescere la cultura della formazione permanente dell'avvocato, onde mantenere costante nel tempo la qualità dell'attività professionale.
Soprattutto per coloro che si trovano ad operare in un territorio ristretto come il nostro, ove nessuno può dirsi specialista in una sola disciplina, avere la possibilità di partecipare a corsi o seminari, più o meno intensi, su determinate materia di attualità potrebbe veramente tornare di grande utilità, sempre che i formatori siano all'altezza di tale compito.
Il nostro Consiglio potrebbe farsi promotore della costituzione di un servizio per l'aggiornamento professionale degli iscritti, in modo tale che, in linea con i tempi dopo le iniziative già assunte, ci si rinnovi in modo costante, come già avviene in altri ordinamenti e come si sta già facendo altrove, onde perseguire la valorizzazione ed il rilancio dell'avvocatura anche nel nostro ambito.
Qui siamo forse ancora come i vecchi artigiani, con strumenti obsoleti, comunque di qualità, ma una appropriata conoscenza circa l'utilizzo dei nuovi strumenti di lavoro, attraverso una docenza qualificata, ci consentirebbe ci crescere culturalmente più rapidamente ed a livelli altrettanto qualificati ed adeguati verso un percorso di rinnovamento in linea con quello della generazione dei nostri futuri colleghi, che già si stanno formando, a seguito delle intervenute riforme della scuola, secondo schemi nuovi e con i quali a breve dovremo competere.
Se il servizio venisse fornito anche nella realtà in cui operiamo eviteremmo trasferte e soprattutto potremmo disporre degli aggiornamenti fondamentali per agevolare anche qui la crescita della nostra attività.
"Seguir virtute e conoscenza": questa mi pare possa essere un'aspirazione di crescita che dovrebbe ritrovarsi ancora insita, anche e soprattutto, nella nostra categoria di operatori del diritto, sia di nuova che di non più recente iscrizione.

Avv. Maria Grazia Rodari



SULLA PSICOLOGIA GIURIDICA E SUGLI OBIETTIVI DEL CORSO
ORGANIZZATO DALL'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI VERBANIA (brevi cenni)
Avv. Maria Grazia Rodari

ateria della psicologia, che si occupa della pratica forense, la psicologia giuridica coniuga le diverse sfaccettature del diritto e della psicologia, mantenendo di ciascuna disciplina la propria autonomia e la propria peculiarità. Essa fonda le sue basi sulla ricerca e la sperimentazione, cosicché viene considerata come scienza dinamica ed in continuo sviluppo.
Può essere suddivisa in cinque categoria fondamentali. La psicologia criminale, che studia la personalità dell'uomo in quanto autore del reato; la psicologia giudiziaria o forense, che si occupa dello studio dell'uomo in quanto imputato-indagato e dei soggetti che prendono parte al processo (testimoni, parti lese, giudici avvocati); la psicologia penitenziaria, che esamina i problemi del detenuto e quelli connessi al suo trattamento; la psicologia legale, che analizza le disposizioni legislative in relazione alla rilevanza psicologica; la psicologia giuridica civile, che si occupa delle capacità dei soggetti del processo civile, soprattutto in materia di interdizione /inabilitazioni, separazione e divorzio, adozione.
La psicologia giuridica si avvale della psicodiagnostica forense, che utilizza i test psicologici in tutti gli ambiti peritali (ad esclusione dell'esame della personalità in ambito penale per in noto divieto posto dall'art. 220 c.p.p.), e anche della metodologia psicologica, mediante l'osservazione e l'esame psicodinamico e relazionale della situazione e dell'individuo, non avulso del contesto familiare e sociale, attraverso colloqui liberi o a tema.
L'integrazione dei giusti strumenti consente di pervenire alla conoscenza e comprensione delle dinamiche e dei processi intrapsichici dell'individuo in modo da ottenere risposte ai quesiti che siano ineccepibili sotto il profilo metodologico e scientificamente affidabili.
La psicologia giuridica, sul piano epistemologico, è da intendersi come ambito professionale tra due materie, il diritto e la psicologia, che richiede competenze multidisciplinari e quindi un'adeguata formazione.
Attualmente gli avvocati sono impegnati nella formazione psicologica in misura estremamente ridotta, per lo più attraverso percorsi didattici post-universitari ad orientamento divulgativo della materia.
Le nuove metodologie didattiche che abbiamo l'occasione di sperimentare nel corso attivato, ed in particolare i role plaiyng, con i relativi feedback, consentono di osservare gli stili di comportamento dei soggetti che interagiscono nell'ambito forense, consentendo di prendere consapevolezza delle modalità in cui essi si pongono ed operano, dando l'opportunità di assumere di conseguenza comportamenti più adatti ed utili in specifici casi e nelle situazioni più varie, magari abbandonando stili assunti nel tempo, sperimentati e consolidati ma non adeguati.
L'inefficacia di comportamenti o di convinzioni può essere verificata con l'aiuto di esperti psicologi onde ottenere vantaggi, sia nella gestione delle proprie azioni ed emozioni, sia di quelle di soggetti con i quali ci troviamo a contatto nello svolgimento della nostra attività professionale.
L'apprendimento esperienziale di gruppo, con svolgimento interattivo, così come viene attuato nel corso, consente di operare secondo più punti di vista, spostarsi dal "hic et nunc" al "là ed allora", in modo tale da sapere consapevolmente gestire all'occorrenza le varie situazioni, prestando attenzione alle dinamiche che vengono a strutturarsi con il nostro interlocutore del momento (sia esso cliente, testimone, magistrato, consulente, ecc.), senza fare proiezioni o identificazioni e gestendo al meglio gli effetti delle nostre aspettative.

Avv. Maria Grazia Rodari

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G. Gulotta "Elementi di psicologia giuridica e di diritto psicologico", ed. Giuffrè 2000;
G. Gulotta, L. Puddu "La persuasione forense strategie e tattiche", collana di psicologia giuridica e criminale, Giuffrè ed. 2004
L. De Cataldo Neuburger, G. Gulotta "La carta di Noto e le linee guida deontologiche per lo psicologo giuridico", collana cit. 2004 ed. Giuffrè;
G. Gulotta "La investigazione e la cross-examination" collana cit. 2003, ed Giuffrè.