N. 20 [17] Anno VI Marzo 2005

Massima n. 14/20/C
Appello - Provvisoria esecutorietà sentenza - Sospensione - "gravi motivi" - Nozione [artt.337 & 351 CPC]

Corte d'Appello di Torino III Sezione Civile - Ordinanza 21 gennaio 2005  - Presidente Prat - C.R. Scotti
In riferimento alla formula dei "gravi motivi", il nostro ordinamento processuale richiede ai fini della sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza di primo grado da parte del Giudice dell'appello con erogazione di una misura a cui deve essere riconosciuta una funzione sostanzialmente cautelare, la verifica della sussistenza dei presupposti del "fumus boni juris" e del "periculum in mora". In conformità alla principale dottrina, tali requisiti devono concorrere, anche se l'elevato grado di uno dei due può - entro certi limiti - "compensare" il ridotto tasso dell'altro (con la conseguenza, ad esempio, che in caso di grave pregiudizio nel ritardo sia possibile sospendere una sentenza a fronte di un appello solamente non manifestamente infondato, mentre un appello assistito da un forte "fumus boni juris" può consentire la sospensione dell'efficacia della sentenza anche in caso di "periculum" più modesto).