N. 20 [17] Anno VI Marzo 2005

Massima n. 6/20/ C
Attività lavorativa - tutela del lavoratore - ambiente di lavoro
Sentenza n. 113/04 - Tribunale di Verbania, Sez. Lavoro, Giudice dr.ssa Maria Serena Riccobono. Sentenza pubblicata e depositata in cancelleria il 25/11/2004
L'obbligo datoriale di cui all'art. 2087 c.c. riguarda l'ambiente di lavoro nel suo complesso.
Ed infatti la nozione di occasione di lavoro di cui all'art. 2 D.P.R. n. 1124/1965 implica la rilevanza di ogni esposizione a rischio ricollegabile allo svolgimento dell'attività lavorativa in modo diretto o indiretto (con il limite del c.d. rischio elettivo) e, quindi, anche della esposizione al rischio insito in attività accessorie o strumentali allo svolgimento della suddetta attività, ivi compresi gli spostamenti spaziali compiuti dal lavoratore all'interno dell'azienda nell'intervallo lavorativo contrattualmente previsto.

Massima n. 7/20/C
Attività lavorativa - violazione norme antinfortunistiche - concorso di colpa del lavoratore - esonero del datore di lavoro da responsabilità
Sentenza n. 113/04 - Tribunale di Verbania, Sez. Lavoro, Giudice dr.ssa Maria Serena Riccobono. Sentenza pubblicata e depositata in cancelleria il 25/11/2004
Laddove risulti la violazione di specifiche norme antinfortunistiche o di regole di comune prudenza, il datore di lavoro non può invocare il concorso di colpa del lavoratore, avendo il dovere di proteggere l'incolumità di quest'ultimo nonostante la sua eventuale imprudenza o negligenza (qualora prevedibile ed ovviabile), la quale viene ad assumere solo l'efficacia di mera occasione o modalità nell'iter produttivo dell'evento.
La condotta del dipendente può portare l'esonero totale del datore di lavoro da responsabilità solo quando essa presenti i caratteri dell'abnormità, inopinabilità ed esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo ed alle direttive ricevute, come pure dell'atipicità ed eccezionalità, così da porsi come causa esclusiva dell'evento.

Massima n. 8/20/C
INFORTUNI SUL LAVORO- CONSEGUENZE- DANNO BIOLOGICO E MORALE - ONERE PROBATORIO A CARICO DEL LAVORATORE - OGGETTO (ART. 13 DPR 164/56 - ART. 2087 C.C.)
Tribunale ordinario di Verbania  Giudice del lavoro - Sentenza 19 dicembre 2004 - Giudice Riccobono
Il lavoratore che agisce lamentando l'inadempimento datoriale di cui all'art. 2087 c.c. quale norma di chiusura del sistema antinfortunistico, se non deve dimostrare la colpa del datore di lavoro che si presume ai sensi dell'art.1218 c.c., deve tuttavia allegare e dimostrare l'esistenza del fatto materiale e delle regole di condotta che assume essere state violate, provando che il datore di lavoro non ha posto in essere quelle misure che, nell'esercizio dell'impresa, devono essere adottate per tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori. Il ricorrente deve cioè dimostrare ed allegare i proporzionati mezzi di cautela ipotizzati come ragionevolmente possibili da parte datoriale, rispetto a quelli in concreto adottati.

Massima n. 9/20/C
Pubblico impiego - assunzione - passaggio diretto - qualifica - omogeneità di profili professionali
Sentenza n. 115/04 Tribunale di Verbania, Sez. Lavoro, Giudice dr.ssa Maria Serena Riccobono. Sentenza pubblicata e depositata in cancelleria il 25/11/2004
Stante la possibilità, nelle Pubbliche Amministrazioni che l'assunzione possa avvenire anche attraverso il "passaggio diretto" fra Enti ed Istituti Pubblici di personale "appartenente alla stessa qualifica", la normativa speciale o negoziale in materia di mobilità, prevedendo l'inquadramento nella Amministrazione "ricevente" nella posizione corrispondente a quella rivestita presso l'Amministrazione "cedente" e con la medesima anzianità maturata presso la prima, necessita di una preliminare operazione di equiparazione fra le posizioni ordinamentali diverse, laddove il rapporto di lavoro del personale delle due Amministrazioni sia regolato da distinti contratti.
Questo preliminare raffronto non può farsi che considerando, non tanto la "denominazione" delle "categorie" (A, B, C, D, ecc.) quanto la omogeneità dei "profili professionali" - che delle vecchie "qualifiche" sono la derivazione - rispettivamente indicati nei Contratti Collettivi di Lavoro (sulla base, com'è noto, delle c.d. "tabelle di confronto").   

Massima n. 10/20/C
Pubblico impiego - rettifica provvedimento inquadramento - attribuzioni erroneamente corrisposte
Sentenza n. 115/04 Tribunale di Verbania, Sez. Lavoro, Giudice dr.ssa Maria Serena Riccobono. Sentenza pubblicata e depositata in cancelleria il 25/11/2004
Nel caso in cui l'Amministrazione rettifica il provvedimento di inquadramento di un pubblico dipendente, è illegittimo il recupero delle attribuzioni erroneamente corrisposte, ove l'interessato abbia legittimamente svolto le corrispondenti funzioni per effetto della qualifica precedentemente attribuita.

Massima n. 11/20/C
Pubblico impiego - mansioni superiori - trattamento economico
Sentenza n. 115/04 Tribunale di Verbania, Sez. Lavoro, Giudice dr.ssa Maria Serena Riccobono. Sentenza pubblicata e depositata in cancelleria il 25/11/2004
L'assegnazione di un dipendente pubblico a svolgere mansioni superiori non richiede un provvedimento formale al fine della legittimità di tale abilitazione e una volta appurato lo svolgimento di mansioni più elevate rispetto alla qualifica di appartenenza, deve riconoscersi anche nei confronti del dipendente pubblico il diritto al più favorevole trattamento economico, in ossequio al principio della retribuzione proporzionata e sufficiente ex art. 36 Cost.