N. 20 [17] Anno VI Marzo 2005

Massima n. 3/20/C
Tutela possessoria - oggetto - legittimazione
Sentenza n. 120/04 Tribunale di Verbania, Sez. Distaccata di Domodossola, Giudice dr. Alberto Crivelli. Sentenza depositata in cancelleria il 18/8/2004.
Visibilità delle vetrine e pregiudizio dell'attività economica non possono essere considerati beni suscettibili di possesso, né di detenzione, e come tali non possono costituire oggetto di tutela possessoria.
Nessuna tutela di carattere possessoria ex art. 1170 c.c. può essere accordata a chi promuove il giudizio non in qualità di possessore bensì spendendo quella di semplice detentore, ancorché qualificato.

Massima n. 4/20/C
Strada - uso pubblico - utilizzazione - interesse pubblico - titolo di acquisto
Sentenza n. 123/04 Tribunale di Verbania, Sez. Distaccata di Domodossola, Giudice dr. Alberto Crivelli. Sentenza depositata e pubblicata il 18/8/2004.
Ove una strada, ancorché sorta sui suoli privati, sia soggetta ad uso pubblico, su di essa non deve costituirsi necessariamente il diritto reale di servitù di passaggio, ed anzi il suo limite dev'essere preso in considerazione per garantire al titolare del fondo l'accesso.
Nel concetto di "via pubblica" di cui all'art. 1052 c.c., insomma, rientra non soltanto la strada formalmente appartenente al demanio pubblico, ma altresì quella che, ancorché sorta su suoli privati, è aperta al traffico comune.
Una strada può dirsi soggetta ad uso pubblico allorché essa sia utilizzata da una collettività indeterminata di individui, considerati, uti cives, titolari quindi di un interesse generale; sussista l'interesse pubblico a tale utilizzazione, consistente anche in una maggior comodità; sussista un titolo di acquisto del diritto medesimo.
L'utilità pubblica di una strada può essere dimostrata non solo con la necessità di numerosissimi fondi della zona ma anche con il fatto che essa costituisca unico accesso carraio ad un'Alpe.
Il titolo di acquisto può essere costituito dalla dicatio ad patriam, ben rappresentata dal fatto che, una volta costruita, la strada venne lasciata aperta al pubblico senza altri ostacoli che non siano una sbarra rimasta sempre aperta tranne che per un periodo del tutto trascurabile.

Massima n. 5/20/C
Possesso - Azioni a tutela - Molestia
Trib. di Verbania - Giudice Unico Presidente dott. Mazzotti - sentenza n. 545/02 del 9/08/2002.
Non costituisce molestia tutelabile in via possessoria l'aver rimosso l'inferriata di una finestra al piano terreno né l'aver collocato imposte a doppia anta alle finestre del primo e del secondo piano di un fabbricato confinante con un'area scoperta e precisamente con uno stretto e chiuso cortile ricavato tra le mura di edifici frontisti sul quale non è possibile nessuna concreta utilizzazione di carattere edilizio o di altro genere.
Invero, le attività materiali poste in essere da un terzo sulla cosa posseduta da altri configurano una molestia, come tale tutelabile in via possessoria, solo quando abbiano un congruo e apprezzabile contenuto di disturbo e denoti una pretesa in contrasto e in danno del possessore, "così da rendere impossibile, gravoso oppure notevolmente difficoltoso l'estrinsecarsi di tale posizione, con la conseguenza che ne restano fuori quei comportamenti i quali non compromettano né limitino apprezzabilmente l'esercizio del potere di fatto ma siano con questo compatibili" (Cass. 2260/1993).
Inoltre, costituisce molestia di fatto quella che opera materialmente sul bene oggetto del possesso, concretandosi in atti o fatti che impediscono al possessore l'esercizio del possesso o ne mutino il precedente stato (Cass. 1513/74, 4463/97).
Infine, "L'interesse che segna il limite dell'espansione del diritto di proprietà (e del corrispondente possesso) di un fondo sullo spazio aereo sovrastane deve essere valutato alla stregua della ipotizzabile possibilità di utilizzare tale spazio come ambito di esplicazione effettiva o virtuale di un potere legittimo o di fatto sulla sottostante superficie, compatibilmente con le caratteristiche e con la normale destinazione del suolo" (Cass. 106/1984).