N. 19 [16] Anno V Dicembre 2004

Massima n. 2/19/C
Processo civile - Giudice Istruttore - Ricusazione
Trib. Verbania - Ordinanza 25.3.2004  Presidente Relatore Dott. Cosentino


Per la rilevanza della questione affrontata la Redazione, anziché procedere alla massimazione dell'ordinanza, sceglie di pubblicarne integralmente il peraltro breve contenuto:

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IL TRIBUNALE DI VERBANIA
riunito in Camera di consiglio in persona dei magistrati:
Dott. Nicola Cosentino                                                       Presidente relatore
Dott. Alberto Crivelli                                                                           Giudice
Dott. Paolo Talamo                                                                              Giudice
ha pronunciato la seguente ordinanza

ordinanza

nella causa civile n. (Omissis) promossa da (Omissis) contro (Omissis), sul ricorso ex art. 51 c.p.c. depositato il (Omissis) da (Omissis).

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Con ricorso depositato il (Omissis) proponeva ricorso per la ricusazione del Giudice istruttore della causa civile n. (Omissis) r.g. lamentando che questi, con l'ordinanza istruttoria in data (Omissis), aveva indebitamente anticipato il proprio convincimento formulando una proposta conciliativa della causa che prevedeva il pagamento integrale di quanto richiesto in via principale da parte attrice e la compensazione delle spese nonché, subordinatamente al mancato perfezionamento della conciliazione, fissando l'udienza di precisazione delle conclusioni e rigettando le richieste istruttorie avanzate dalle parti perché superflue.
Acquisite le deduzioni del Giudice ricusato e sentita la controparte all'udienza del (Omissis), il Tribunale riservava la decisione.
La ricusazione appare palesemente infondata e va pertanto respinta.
Va in primo luogo osservato che, in linea generale, spetta al Giudice istruttore il potere di sottoporre alle parti proposte di conciliazione della causa, potere fondato nel disposto degli artt. 183 e 185 c.p.c.. Il tentativo di conciliazione delle parti, che il Giudice deve obbligatoriamente effettuare all'udienza di prima trattazione della causa e che può facoltativamente rinnovare in ogni altra fase del processo, altro non è che la sottoposizione alle parti di ipotesi di definizione bonaria della causa.
Ne consegue che l'attività conciliativa del Giudice, lungi dal potersi considerare indebita manifestazione del convincimento sui fatti della causa, costituisce un doveroso esercizio di poteri stabiliti dalla legge.
Deve poi rilevarsi che la proposta conciliativa fatta dal Giudice non contiene una valutazione dei fatti di causa che possa qualificarsi come un'anticipazione del giudizio e non può certo pregiudicare la decisione della causa.
Considerando nel suo concreto contenuto la proposta fatta nell'ordinanza citata, essa non pare affatto anomala per il fatto di recepire integralmente la domanda principale di una delle parti in quanto la  conciliazione non consiste necessariamente in una soluzione "salomonica" della controversia. Inoltre, nel caso di specie lo spirito transattivo della proposta è pienamente rappresentato dalla compensazione delle spese di lite. Anzi, vale la pena di evidenziare che analoga conclusione dovrebbe adottarsi pure nell'ipotesi in cui il Giudice avesse proposto una compensazione solo parziale delle spese.
Non suscita meraviglia il fatto che la proposta sia stata formulata all'esito della decisione delle istanze istruttorie in quanto, si ribadisce, l'art. 185 c.p.c. consente al Giudice ampia discrezionalità in merito all'esperimento del tentativo di conciliazione della causa ino gni momento del processo.
Infine, il rigetto delle istanze istruttorie, pur considerato nella sua concomitanza con la proposta conciliativa in esame, è comunque inidoneo a pregiudicare la decisione della causa.
In definitiva, il contenuto dell'ordinanza incriminata appare pienamente rispondente in ogni suo punto al disposto legislativo e va esente da ogni profilo di censura in punto di imparzialità del Giudice.
Al rigetto del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, liquidate d'ufficio in dispositivo, e al pagamento della multa prevista dall'art. 54 c.p.c..

P.Q.M.

Rigetta il ricorso;
condanna (Omissis) al pagamento, in favore di (Omissis), delle spese del procedimento, che liquida d'ufficio in complessivi € 300,00, oltre IVA e CAP di legge, nonché al pagamento della multa di € 10,00.
Così deciso in Verbania, nella camera di consiglio di questo Tribunale, il 25/03/2004.
Il Presidente f.to Dott. Cosentino.
Depositato in Cancelleria il 10/04/2004
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