N. 17-18 [14-15] Anno V Giugno-Settembre 2004

Massima 2/17-18/C
Lavoro - Licenziamento disciplinare - Lettera di contestazione addebiti & provvedimento espulsivo - ImpossibilitÓ d'individuazione della persona fisica sottoscrittrice - Pregiudizio nell'esercizio del diritto di difesa - Non sussiste [art.7 LS 300/1970 smi]

Tribunale Ordinario di Verbania Giudice del Lavoro - Ordinanza 16 dicembre 2003 - Giudice Riccobono.
E' formalmente legittimo il licenziamento disciplinare laddove sia incontestabile la diretta riferibilitÓ dei provvedimenti adottati all'organo datoriale territorialmente competente all'esercizio dell'azione disciplinare, essendo la lettera di contestazione degli addebito ed il provvedimento espulsivo redatti su carta intestata e con spendita della qualifica del dirigente incaricato, atteso che la mancata individuazione della persona fisica che ha sottoscritto i ridetti documenti non ha pregiudicato in alcun modo l'esercizio del diritto di difesa.

Massima 3/17-18/C
Lavoro - Licenziamento disciplinare - Contestazione addebiti - Immediatezza - Intervallo temporale - Accertamento imputabilitÓ del fatto storico al lavoratore - Rispetto del canone di Correttezza & Buona Fede - Sussiste [art.7 LS 300/1970 smi]

Tribunale Ordinario di Verbania Giudice del Lavoro - Ordinanza 16 dicembre 2003 - Giudice Riccobono.
Il principio d'immediatezza della contestazione disciplinare Ŕ espressione del canone di correttezza e buona fede cui il datore di lavoro Ŕ obbligato verso il lavoratore ( Cass. Civ. sez. lav. 21 aprile 2001 nr.5947), ed Ŕ volto ad evitare ogni compromissione alle esigenze di difesa del lavoratore derivante dal decorso del tempo. Il medesimo Ŕ compatibile con l'intervallo di tempo finalizzato non tanto e non solo all'accertamento del fatto storico fonte della sanzione disciplinare, quanto all'imputabilitÓ del medesimo fatto al lavoratore, non sussistendo violazione del principio in parola laddove il datore di lavoro, ai fini d'una corretta ricostruzione del fatto, scelga d'attendere l'esito degli accertamenti svolti in sede penale ( Cass. Civ. sez. lav. 10 settembre 2003 nr.13294 & Cass. Civ. sez. lav. 9 settembre 2000 nr.11889)

Massima 4/17-18/C
Lavoro - Licenziamento disciplinare - Contestazione addebiti - Immediatezza - Intervallo temporale - Accertamento in sede dibattimentale imputabilitÓ del fatto storico al lavoratore - Rispetto del canone di Correttezza & Buona Fede - Sussiste [art.7 LS 300/1970 smi - art.669terdecies]

Tribunale Ordinario di Verbania Giudice del Lavoro in composizione collegiale  - Ordinanza 5 febbraio 2004  - Presidente Massa - Giudice Relatore Talamo.
Appare coerente e certamente rispettoso dei principi di correttezza e buona fede contrattuale - dai quali traggono origine i principi d'immediatezza della contestazione e di tempestivitÓ del recesso datoriale - la condotta del datore di lavoro che abbia atteso gli esiti dibattimentali per conoscere la fondatezza dei fatti accertati in sede d'indagini svolte dalla Polizia Giudiziaria, essendo il principio dell'immediatezza succitato compatibile con l'intervallo necessario all'accertamento della condotta del lavoratore ed alle adeguate valutazioni di questa (cfr. Cass. Civ. sez. lav. 9 settembre 2000 nr.11889). E questo anche in considerazione del fatto che, in ipotesi di licenziamento disciplinare, al giudice Ŕ attribuita una certa discrezionalitÓ nel valutare il rispetto del principio stesso, la quale presuppone di considerare se il momento dell'effettiva contestazione abbia o meno impedito al lavoratore il diritto di difendersi pienamente (cfr. Cass. Civ. sez. lav. 21 aprile 2001 nr.5947).