N. 17-18 [14-15] Anno V Giugno-Settembre 2004

Massima 16/17-18/C
Esecuzione - Istanza di sospensione - Pendenza di giudizio d'opposizione - Pericolo di compromissione della situazione di fatto in modo irreparabile - Non sussiste [artt.615, 623 & 624 CPC]

Tribunale Ordinario di Novara sezione distaccata di Borgomanero - Ordinanza 10 aprile 2003  - G.E. Siclàri.
Rilevato che nel processo esecutivo la ragione della sospensione sta nel fatto che in un giudizio di cognizione in corso [opposizione] è in contestazione la legittimità delle modalità con le quali si sta svolgendo l'esecuzione ed in senso lato l'esistenza dell'azione esecutiva, di fronte all'eventualità che tale contestazione potrebbe concludersi con una pronuncia d'illegittimità dell'esecuzione, non si delinea il pericolo che la prosecuzione dell'esecuzione comprometta la situazione di fatto in modo irreparabile o difficilmente riparabile.

Massima 17/17-18/C
Decreto Ingiuntivo - Tempestiva opposizione - Esecutorietà del Decreto - Errata declaratoria - Revoca - Ammissibilità - Sussiste [artt.642 - 645 - 647 - 648 & 649 CPC]

Tribunale Ordinario di Verbania in composizione monocratica - Ordinanza 31 luglio 2004 - Giudice Talamo
Va revocata l'esecutorietà del Decreto Ingiuntivo erroneamente conceduta a' sensi dell'art.647 CPC nonostante valida e tempestiva opposizione al medesimo. (1)

  1. In tema di revoca o sospensione dell'esecutorietà ex art.647 CPC erroneamente concessa - Opposto Decreto Ingiuntivo nel termine stabilito dal Tribunale nel provvedimento monitorio e ritualmente instauratosi il contraddittorio inter partes, in sede di verifica dei presupposti per la concessione dell'esecuzione provvisoria del D.I. opposto, emerge come lo stesso già sia stato erroneamente munito della clausola d'esecutorietà ex art.647 CPC. Ora, è noto come il decreto, che conferisca al D.I. l'esecutorietà ex art.647 CPC, sia provvedimento insuscettivo d'essere impugnato, neppure con ricorso per cassazione ex art.111 Cost. (1), ma ciò non significa affatto che esso accerti definitivamente la mancanza d'una tempestiva opposizione da parte dell'intimato. Questo perché trattasi d'un provvedimento emanato senza contraddittorio del debitore, di tal che, se a questi fosse preclusa la possibilità di dimostrare - in ordinario processo di cognizione - l'assenza dei presupposti per la dichiarazione d'esecutività del D.I., il controllo ex art.647 CPC, lungi dal fornire tutela all'intimato, potrebbe causargli irreparabile pregiudizio (2). Consegue che, nonostante la pronuncia del provvedimento ex art.647 CPC, il giudice dell'opposizione può dichiarare quest'ultima ammissibile in via ordinaria tutte le volte in cui accerti che l'esecutività sia frutto d'errore in presenza d'accertata valida opposizione, proposta prima della scadenza del termine per essa stabilito (3). Tanto ciò è vero che il Supremo Collegio (4), appunto sulla base della sindacabilità nel giudizio d'opposizione del provvedimento dichiarativo dell'esecutorietà, ne esclude la possibilità di ricorso per cassazione ex art.111 Cost. . Ma quale appare essere il provvedimento col quale il giudice dell'opposizione intervenga sulla ridetta esecutorietà erroneamente concessa : la revoca o la sospensione ? Contro la prima milita il suo appartenere al campo della volontaria giurisdizione, quale strumento tipico d'essa (art.742 CPC), mentre il procedimento monitorio, seppur a contenzioso (eventuale) differito si colloca in seno alla giurisdizione contenziosa. A favore della seconda, appare utilmente impiegabile il canone interpretativo dell'analogia avuto riguardo all'espressa previsione positiva costituita dall'art.649 CPC . Come quivi il giudice dell'opposizione può intervenire sospensivamente - nel contraddittorio delle parti - sull'esecuzione provvisoria concessa ex art.642 CPC sospendendola per "gravi motivi", altrettanto ben può fare il giudice investito dell'opposizione rituale e tempestiva a D.I. erroneamente munito di clausola d'esecutorietà ex art.647 CPC. Questo perché l'esecutorietà, conceduta fuor dei due casi espressamente ivi normati, appare facilmente riconducibile al novero dei succitati "gravi motivi", specie considerandosi come l'errore de quo sia verificabile "ictu oculi" senza necessità di peculiari investigazioni   (5).
(avv. Alberto Zanetta)
Note
  1. Cass. 4 febbraio 1965 nr.181 & Cass. 16 dicembre 1987 nr.9314
  1. Così lucidamente E. Garbagnati "Il procedimento d'ingiunzione" Milano 1991 pag.124
  1. Cass. 13 aprile 1954 nr.1179; Cass. 18 luglio 1964 nr.581; Cass. 4 febbraio 1965 nr.181; Cass. 16 dicembre 1987 nr.9314 & Cass. 15 giugno 1991 nr.6777; Trib. Larino sezione distaccata Termoli Ordinanza 24 giugno 2002 in Foro It. 2003, I, 285 con nota di Cea)
  1. Cass. 16 dicembre 1987 nr.9314 citata supra sub 1)
  1. Con la consueta chiarezza, E. Garbagnati "Sulla sospensione dell'esecutorietà di un decreto d'ingiunzione erroneamente dichiarato esecutivo ex art.647 CPC" in Riv. Dir. Proc. 1984, 318 e seguenti; vedi anche Ronco "Struttura & Disciplina del rito monitorio" Torino 2000, 418 & seguenti