N. 16 [13] Anno V Marzo 2004

Massima n. 1/16/P
Successione di legge penale - Lesioni personali volontarie semplici - Reato oggi di competenza del Giudice di Pace - Trattamento sanzionatorio di maggiore favore - Sussiste [art.2 co.3 CP - artt.4 - 52 & 64 co.2 D.Lgs. nr.274/200]

Tribunale Ordinario di Verbania Sezione Distaccata di Domodossola in sede penale - Sentenza 27 marzo 2003  - Giudice Poschi.
Dall'4 D.Lgs. nr.274/2000, il reato di lesioni personali volontarie semplici è stato attribuito alla competenza penale del Giudice di Pace con modificazione della cornice edittale del trattamento sanzionatorio originariamente preveduta dal Codice Penale : ex art.64 co.2 D.Lgs. nr.274/2000, al suddetto reato - commesso antecedentemente all'entrata in vigore dello stesso decreto - sono direttamente applicabili le norme di cui al suo Titolo II, cioè gli articoli da 52 a 62 relativi alle nuove pene (oltre che gli artt.33, 34, 35, 43 & 44); peraltro, le disposizioni sanzionatorie del Titolo II, tra le quali l'art.52 succitato, vanno applicate con salvezza del principio generale dell'art.2 co.3 CP, secondo il quale - in caso di successione nel tempo di leggi penali diverse - occorre applicare quella le cui disposizioni risultino più favorevoli al reo. Il nuovo trattamento punitivo per il reato di lesioni personali volontarie semplici appare senz'altro più favorevole al reo rispetto a quello in vigore in precedenza, al momento della commissione del reato : infatti oggi è contemplata una pena pecuniaria alternativa a nuove sanzioni (permanenza domiciliare e lavoro di pubblica utilità), di natura comunque "para-detentiva" (cfr. l'art.53 co.2 D.Lgs. nr.274/2000). Pertanto, ex artt.2 co.3 CP & 64 co.2 D.Lgs. nr.274/2000, la pena da comminarsi va individuata nel quadro della nuova cornice edittale delineata dall'art.52 co.2 D.Lgs. nr.274/2000. (1)

(1) Le sanzioni penali irrogande dal Giudice di Pace : un "miscrosistema di tutela integrata" -  La sentenza si segnala per il corretto impiego dell'istituto di cui agli artt.2 co.3 CP & 64 co.2 D.Lgs. nr.274/2000 nell'applicazione delle sanzioni ex art.52 D.Lgs. nr.274/2000 al delitto di lesioni personali volontarie semplici commesso prima dell'entrata in vigore della competenza penale del Giudice di Pace, nonché per la precisa e puntuale motivazione al riguardo. Ora, senza ombra di dubbio, l'innovazione più significativa rassegnata nel D.Lgs. nr.274/2000 riguarda il sistema sanzionatorio, a motivo dell'attuazione della scelta, (fatta dal legislatore nella delega), di perseguire la violazione delle norme demandate alla competenza del Giudice di Pace con sanzioni penali, limitative della libertà personale, altre e diverse da quelle normate nel Codice Penale, ferme invece le pene pecuniarie della multa e dell'ammenda. La scelta in parola non è priva di rilievo teorico e pratico, non tanto e non solo per l'attuale compresenza, avuto riguardo allo stesso reato, di una duplice sanzione, (perché di esso può trovarsi a conoscere il Giudice Ordinario o il Giudice di Pace), ma altresì per i profili in sede d'applicazione d'istituti propri del Codice Penale. E' noto il dibattito in dottrina circa la necessità di normare, accanto alla tradizionale pena limitativa della libertà personale, (bipartita in reclusione / arresto), altre e diverse forme di sanzioni egualmente afflittive, ma tali da consentire un migliore conseguimento dell'obiettivo general / special / preventivo, specie avuto riguardo a reati di non particolare allarme sociale ma egualmente meritevoli di sanzione penale afflittiva [1], in ciò non già e non solo seguendo esperienze già operanti in altri sistemi penali [2] ma altresì recuperando una innovativa tradizione positiva ottocentesca del legislatore unitario (Codice Penale del Regno 1889, cd. "Zanardelli") [3]. Questa scelta legislativa, pur inserendosi nel solco di una progressivo ridimensionamento del primato della pena detentiva quale scelta del Rocco nell'elaborazione del Codice del 1930, entro la nota alternativa difesa delle collettività / garanzie individuali [4], consegue il risultato di creare non già un più ampio sistema di alternative alla detenzione bensì un autentico sistema sanzionatorio autonomo [5]. L'art.16 della legge delega ha imposto al legislatore delegato di rispettare tre ordini di criteri : a) previsione, in luogo della detenzione, della sola sanzione pecuniaria non superiore a £.5.000.000= (oggi €.2.583,00=), ovvero, nei casi di maggiore gravità o recidiva, di sanzioni alternative alla detenzione (prestazione di attività non retribuita / lavoro sostitutivo non oltre i sei mesi; permanenza domiciliare non oltre giorni quarantacinque; misure prescrittive specifiche con determinazione di misura / tempo a prescindere dalla commisurazione con le pena attuali); b) previsione, per le pene pecuniarie non pagate, d'un meccanismo di conversione in lavoro sostitutivo per un periodo non inferiore a un mese e non superiore a sei mesi, nonché l'applicazione degli artt.102 co.4 & 188 co.1 LS nr.689/1981 smi; c) previsione di uno specifico delitto, punito con pena detentiva sino ad un anno e non sostituibile, per le gravi inosservanze o le violazioni reiterate degli obblighi connessi alle sanzioni alternative alla detenzione, da attribuire alla competenza del tribunale monocratico. E che trattasi di sistema sanzionatorio autonomo lo si evince dal  disposto dell'art.52 che le fa pene principali e che costituisce, fuor del Codice Penale, un sistema sanzionatorio distinto e deputato ad operare solo qualora la fattispecie sia cognita dal Giudice di Pace perché, laddove di competenza del Giudice ordinario (per presenza d'aggravanti o connessione ex art.6 cpv.), v'è applicazione delle previsioni di cui agli articoli del codice e reviviscenza della distinzione delitto / contravvenzione. Siamo dunque di fronte ad uno schema di "doppia cornice edittale", forse disarmonico [6], ma giustificato dalla necessità di realizzare un autentico "microsistema di tutela integrata" in linea con la peculiarità delle funzioni conciliative e di pacificazione riconosciute al Giudice di Pace e con la scelta di praticare una tipologia di sanzioni destinata ad incidere sotto l'aspetto non già della "minaccia" astratta quanto dell'applicazione concreta. (avv. Alberto Zanetta)

01] G. Larizza "Le pene" in Codice Penale Parte Generale a cura di F. Bricola & G. Zagrebelsky vol. I Torino 1996 pag.247 e seguenti; M. Romano Commentario Sistematico al Codice Penale Vol. I Milano 1995 pag.179 e seguenti; F. Mantovani Diritto Penale Padova 1979 pag.639 e seguenti (in particolare pag.679 e segg.) 
02] "Competenza penale del Giudice di Pace e "nuove pene" non detentive - effettività e mitezza della sua giurisdizione" in Indice Penale nr.1/2002 pag.335 e segg.
03] trattasi dei cd. "surrogati penali" (riprensione giudiziale, confino, lavoro di pubblica utilità, arresti in casa), prima autentica alternativa varata dal legislatore del 1889 per porre riparo ai danni delle pene detentive brevi (Dolcini-Paliero Il carcere ha alternative, pag.183)
04] amplius in Pulitanò Politica criminale in Diritto Penale in trasformazione pag.12
05] A. Cheli Commento al Decreto Legislativo 28 agosto 2000 n.274 in materia di Giudice di Pace Penale sub Titolo II in www.penale.it
06] così A. Cheli Commento cit.