N. 16 [13] Anno V Marzo 2004

Massima n. 17/16/C
Ricorso in qualità di eredi del de cuius- eccezione di difetto di legittimazione attiva dei ricorrenti- prova della qualità di eredi- dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà- inidoneità ai fini della prova.
Tribunale di Verbania, G.U. dr. Nicola Cosentino, sentenza 16.8.2003
E' onere dei ricorrenti provare in giudizio i presupposti di fatto della contestata qualità di eredi del de cuius e dunque il rapporto di parentela utile a fondare la vocazione legale all'eredità ex lege ovvero il testamento in caso di vocazione testamentaria, nonché l'accettazione dell'eredità.
Nel caso di specie è mancata la prova del rapporto di parentela con il de cuius, attesa la tardiva produzione (oltre l'udienza ex art. 184 c.p.c.) e comunque l'inidoneità delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio a costituire prova dei fatti in essi riferiti dal dichiarante.
Tali dichiarazioni possono essere infatti esibite solo nell'ambito di procedimenti amministrativi in un'ottica di semplificazione dell'attività burocratica, ma restano, sotto il profilo processuale, sempre e solamente dichiarazioni provenienti dalla parte che, come tali ed in assenza di ulteriori elementi probatori di riscontro, non assumono alcuna valenza probatoria.