N. 16 [13] Anno V Marzo 2004

Massima n. 13/16/C
Codice della Strada - Guida in stato d'ebbrezza - Opposizione al verbale di contestazione e richiesta sospensiva provvedimento sospensione patente - Giurisdizione e/o competenza Giudice di Pace - Non sussiste - Inammissibilità del ricorso (artt.186 D. Lgs. 285/92 smi, 22 & 23 LS 689/81 smi)

Giudice di Pace di Arona - Giudice Bertozzi - Ordinanza 20 maggio 2003
La violazione dell'art.186 D. Lgs. nr.285/92 smi costituisce reato penale il cui accertamento è rimesso alla esclusiva competenza ratione materiae del Giudice di Pace penale di tal che avverso il verbale di contestazione relativo alla violazione dell'art.186 del D. Lgs. 285/92 smi non è prevista facoltà di opposizione al Giudice di Pace in sede civile ai sensi dell'art.22 LS 689/81 smi il quale deve dichiararsi incompetente o privo di giurisdizione in merito all'opposizione (1)

Massima n. 14/16/C
Codice della Strada - Opposizione al verbale di contestazione e richiesta sospensiva provvedimento sospensione patente - Provvedimento prefettizio di sospensione della patente - Sua assenza - Interesse ad agire del ricorrente - Non sussiste - Inammissibilità del ricorso (artt.186, 218 & 223 D. Lgs. 285/92 smi, 22 & 23 D. Lgs. 689/81 smi & art.100 CPC)

Giudice di Pace di Arona - Giudice Bertozzi - Ordinanza 20 maggio 2003

E' inammissibile il ricorso con il quale - contestualmente all'opposizione al verbale di contestazione la violazione del disposto dell'art.186 D. Lgs. 285/92 smi - l'opponente richieda la sospensiva del provvedimento di sospensione della patente di guida in mancanza di provvedimento prefettizio che abbia al riguardo disposto (2)

Massima n. 15/16/C
Codice della Strada - Guida in stato d'ebbrezza - Opposizione al verbale di contestazione e richiesta sospensiva provvedimento sospensione patente - Giurisdizione e/o competenza Giudice di Pace - Non sussiste - Inammissibilità del ricorso (artt.186 D. Lgs. 285/92 smi  - 22 & 23 LS 689/81 smi)

Giudice di Pace di Arona - Giudice Sagòna - Sentenza 12 novembre 2003
La condotta di guida in stato d'ebbrezza costituisce fattispecie penalmente rilevante e non violazione amministrativa, di tal che competente a decidere sull'accertamento della medesima e sull'irrogazione della sanzione preveduta dall'art.186 co.2 C.d.S. è il Giudice in sede penale e non già il Giudice di Pace, posto che diversamente si correrebbe il rischio di un contrasto di giudicati tra la sede civile e quella penale (3)

Massima n. 16/16/C
Codice della Strada - Opposizione al verbale di contestazione e richiesta sospensiva provvedimento sospensione patente - Provvedimento prefettizio di sospensione della patente - Periodo di sospensione già interamente scontato - Interesse ad agire del ricorrente - Non sussiste - Cessazione della materia del contendere (artt.186, 204 bis, 218 & 223 D. Lgs. 285/92 smi, 22 & 23 D. Lgs. 689/81 smi & art.100 CPC)

Giudice di Pace di Arona - Giudice Sagòna - Sentenza 12 novembre 2003
Il provvedimento prefettizio di sospensione provvisoria della patente di guida costituisce provvedimento amministrativo impugnabile avanti il Giudice di Pace in sede civile, quale provvedimento provvisorio disposto in via cautelare dal Prefetto in attesa delle definitiva pronuncia del Giudice competente (giudice penale). Qualora il periodo di sospensione cautelare risulti interamente scontato dal ricorrente, il medesimo appare privo d'interesse a proseguire nel giudizio e va pronunciata la cessazione della materia del contendere sul punto (4)

  1. - 4) Guida in stato d'ebbrezza e sospensione della patente di guida : appunti sulla tutela giurisdizionale prima e dopo la LS nr.214/2003 - a) la questione : gli annotati provvedimenti resi dal Giudice di Pace d'Arona, (l'Ordinanza, pronunciata prima dell'entrata in vigore della LS nr.214/03, si segnala per la motivazione redatta in piena aderenza ai criteri ex art.134 CPC : cfr. Cass. Civ. 13 febbraio 1980 nr.1049), affrontano la questione del ricorso, spiegato da contravventore l'art.186 D.Lvo nr.285/92 smi avverso il verbale di contestazione la condotta di guida in stato d'ebbrezza, e della contestuale richiesta di sospensiva dell'adottato provvedimento cautelare di sospensione della patente di guida, sotto il profilo della tutela giurisdizionale offerta al contravventore dal sistema positivo della LS nr.689/81 smi. Per la violazione de qua, il vigente C.d.S. prevede sanzione penale (arresto ed ammenda, mutata la sola competenza ad irrogarla ex LS nr.214/2003 dal Giudice di Pace al Tribunale Ordinario monocratico), accompagnata dalla sanzione accessoria della sospensione della patente di guida, da disporsi in via definitiva dal Giudice Penale ed in via cautelare ad opera del Prefetto e, nel verbale di contestazione, dagli agenti operanti. b) l'oggetto della cognizione del Giudice (prima & dopo la LS nr.214/2003) : con riguardo alla condotta integrante la contestata violazione di norma costituente reato, esattamente è pronuncia di declaratoria d'inammissibilità del ricorso per assoluta carenza di giurisdizione in merito (e non già di competenza) del Giudice di Pace in sede civile. Sul tema della cognizione dell'illecito amministrativo da parte del giudice penale è fermo l'insegnamento del Supremo Collegio secondo il quale "Difetta di giurisdizione il giudice penale quando un fatto, costituente illecito amministrativo, venga portato alla sua cognizione al di fuori del caso di connessione oggettiva con il fatto - reato da accertare"(Cass. Pen. 17 gennaio 1989, Pellicano, in Arch. Giur. Circolazione 1989, 779), con ciò in modo espresso postulandosi un oggetto altro e distinto da quello demandato alla cognizione del giudice in parola (sulla giurisdizione del giudice penale cfr. amplius Franco Cordero Procedura Penale 2° Edizione Milano 1993 pagg.10 & seguenti). Del resto, la cognizione del fatto - reato, da parte del giudice civile in sede di suo accertamento diretto, richiede l'insussistenza di situazione di preminenza della giurisdizione penale (cfr. Cass. Civ. Sez. III 26 giugno 1998 nr.6339). Nella specie, in entrambi i procedimenti definiti coi provvedimenti annotati, al giudice di pace in sede civile appariva rimessa la cognizione piena del fatto - reato a prescindere dai profili che l'abilitino alla ridetta attività (tipo quelli risarcitorii di cui alla pronuncia del Supremo Collegio da ultimo citata) ed in presenza di espressa giurisdizione d'altro Giudice (il medesimo in sede penale sino al 12 agosto 2003, il Tribunale dopo tale data). Con riguardo invece all'impugnazione (anche sub specie sospensiva) del disposto provvedimento di sospensione della patente di guida (adottato in via provvisoria dal Prefetto e dagli agenti operanti ex art.223 C.d.S.), la questione della titolarità d'espresso interesse ad agire in capo al contravventore va risoluta a muovere dalla natura cautelare (cfr. Cass. Civ. Sez. III 19 aprile 2000 n.5072 in Giust. Civ. Mass. 2000, 844) e di sanzione accessoria (cfr. Cass. Pen. SS.UU. 21 giugno 2000 n.20 in Riv. Giur. Circol. Trasp. 2001, 470) posseduta dal ridetto provvedimento posto in relazione con la contestata commessa violazione. Ora, il ricorso al giudice di pace in sede civile può venire spiegato non solo avverso il provvedimento prefettizio reso a' sensi dell'art.223 D. Lgs. 285/92 smi (ritiro della patente, invio della medesima al Prefetto nei dieci giorni, emissione del provvedimento prefettizio ed immediata sua notifica all'interessato che è ammesso all'opposizione ex art.205 C.d.S. : a siffatta procedura riferisce il giudice dell'Ordinanza annotata in ossequio a Corte Cost. nr.31/1996 & nr.308/1997)  ma altresì anche avverso il verbale di contestazione nella parte in cui gli agenti operanti hanno disposto la sospensione della patente curandone l'immediato ritiro. In tale senso, (seppur con decisione relativa al disposto dell'art.218 cpv C.d.S.), s'è pronunciata Corte Costituzionale 17 luglio 1998 n.276 (in Giur. Cost. 1998, 2146) & 24 luglio 1998 n.330 (in Cons. Stato 1998, II, 1078) laddove ha ritenuto infondata la questione di costituzionalità della norma de qua sollevata con riferimento all'art.24 Cost. " ..perché il soggetto sanzionato può o proporre immediata opposizione al Pretore (oggi Giudice di Pace, ndr) avverso il verbale di accertamento dell'infrazione e di ritiro della patente, oppure …. impugnare … il provvedimento prefettizio … davanti all'autorità giudiziaria"). In entrambi i casi peraltro, (ricorso avverso il provvedimento prefettizio di sospensione della patente e ricorso immediato avverso il verbale di contestazione e richiesta sospensiva del provvedimento di sospensione della patente disposta dagli agenti operanti), la cognizione del giudice di pace in sede civile sussiste in ordine ai criteri d'irrogazione della sanzione accessoria de qua e non già  in ordine al fatto - reato contestato al contravventore. E questo a muovere dalla differenza di finalità e di presupposti che distingue, pur avuto riguardo allo stesso fatto storico, il provvedimento disposto dal giudice rispetto a quello disposto dal prefetto (cfr. Cass. Pen. SS.UU. 21 giugno 2000 nr.20 citata), differenza abilitante l'autorità amministrativa (ed il giudice in controllo della decisione di questa) ad una delibazione della "thema" in termini del tutto autonomi " ..con la conseguenza che il definitivo (ed eventuale) accertamento compiuto dal giudice penale in ordine alla responsabilità del titolare della patente può essere diverso da quello a suo tempo compiuto ad altri fini dal Prefetto sulla scorta degli elementi conoscitivi dei quali disponeva senza che sia perciò configurabile alcuna illegittimità" (Cass. Civ. Sez. III 19 aprile 2000 nr.5072 citata). Dunque, come può conoscere dell'impugnativa avverso il provvedimento prefettizio di sospensione cautelare della patente formato ex art.223 D. Lgs. n.285/92 smi, così altrettanto il giudice di pace civile lo può, secondo un'interpretazione costituzionalmente orientata giusta l'insegnamento di Corte Cost. n.276/98 & n.330/98, avuto riguardo all'analogo provvedimento adottato dagli agenti operanti nel verbale di contestazione la violazione dell'art.186 D. Lgs n.285/92 smi, circa la quale impugnativa il contravventore / ricorrente vanta interesse. E tutto questo senza che ciò costituisca alcuna violazione della giurisdizione penale, appunto a muovere dalla natura cautelare d'autonoma sanzione accessoria posseduta dal provvedimento di sospensione della patente e non condizionata dall'eventuale inizio dell'azione penale (Cass. Civ. sez. I 27 agosto 1999 nr.8987 & Cass. Civ. sez. I 15 marzo 1999 nr.2274), così come la decisione non patisce possibile vizio da conflitto di giudicati per l'autonomia d'essa data dal diverso ambito della cognizione posseduta dal Giudice. Quanto infine alla cessazione della materia del contendere per avere il ricorrente già scontato la sospensione cautelare, per la natura stessa del provvedimento in parola non sembra corretto il ritenere venuto meno l'interesse al ricorso a muovere dal mero decorso del tempo, alla luce dell'applicazione definitiva della sanzione accessoria al Giudice penale.  c) il sistema di tutela oggi vigente : a fare tempo dal 12 agosto 2003, con l'entrata in vigore della LS 1 agosto 2003 nr.214 di conversione con modifiche del Dl 27 giugno 2003 nr.151, è operante l'art.204-bis CdS rubricato "ricorso al Giudice di Pace". Detto articolo norma in modo organico, in  relazione e richiamo alla LS nr.689/81 smi, la tutela giurisdizionale verso i provvedimenti sanzionatori le violazioni al CdS in alternativa alla via giustiziale ex art.203 CdS : espressamente (art.204bis co.2 ultima parte) il ricorso viene esteso " ..anche alle sanzioni accessorie", positivizzando l'orientamento giurisprudenziale supra descritto, di tal che oggi non può in alcun modo dubitarsi del potere per il Giudice di Pace di conoscere della sospensione cautelare della patente adottata dal Prefetto e dagli agenti operanti nel verbale di contestazione la violazione dell'art.186 C.d.S. . Altri sono peraltro i dubbi (di costituzionalità) ed i problemi che la nuova tutela giurisdizionale solleva, primo fra tutti quello relativo al cd. "deposito per soccombenza" ovvero al (contestuale col ricorso) deposito del versamento su libretto postale, intestato all'Autorità che ha contestato la violazione opposta, della metà del massimo dell'importo della sanzione prevista dal C.d.S., sotto pena d'improcedibilità del ricorso stesso. Già la Consulta è stata investita della questione ed i precedenti rinvenibili nella sua giurisprudenza relativamente al rito tributario autorizzano "prognosi" di fondatezza della questione di costituzionalità, ancorché debba registrarsi in concreto come l'introduzione della "patente a punti" - avvenuta contestualmente - abbia svuotato d'effetto dissuasivo il ridetto deposito : a fronte della perdita di punti, il contravventore è comunque interessato ad adire il giudice, tanto che il contenzioso non appare avere conosciuto, nei numeri e nelle percentuali, alcuna flessione sensibile. (avv. Alberto Zanetta)